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Giovanni Catapano

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Born May 18, 1972 (53 years old)
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Giovanni Catapano, nato a Pordenone (Italia) nel 1972, è ricercatore di Storia della filosofia medievale presso l'Università degli Studi di Padova dal 2007. Ottenuto nel 1990 il diploma di maturità classica presso il Liceo "Don Bosco" di Pordenone, ha compiuto gli studi universitari a Padova, dove ha conseguito nel 1995 la laurea e nel 1999 il dottorato di ricerca in Filosofia. Presso la stessa università è stato borsista post-dottorato dal 1999 al 2001 e assegnista di ricerca dal 2002 al 2006. Dall’A.A. 2008-2009 tiene per affidamento l’insegnamento di Storia della filosofia medievale per la laurea triennale in Filosofia. Fa parte del collegio docenti della Scuola (dal 2014 Corso) di Dottorato di Ricerca in Filosofia dal 2011. Ha insegnato come docente di ruolo di Lettere nella scuola secondaria inferiore e superiore, e come docente invitato presso l’Istituto Filosofico “Aloisianum” di Padova, affiliato alla Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana, e presso lo Studio Teologico del Seminario diocesano di Pordenone, affiliato alla Facoltà Teologica del Triveneto. È direttore dal 2013 del Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale "Carlo Giacon" - CIRFIM (Padova) e membro del comitato scientifico del Centro Interuniversitario “Greco Arabo Latino: Incontro di Culture” (Padova-Pisa). Fa parte della redazione di «Medioevo. Rivista di Storia della Filosofia medievale» (Padova) e dell’Advisory Board di «Augustiniana» (Heverlee, Belgio). Le sue ricerche riguardano in generale le radici tardo-antiche del pensiero medievale, e in particolare: 1) il pensiero filosofico di Agostino di Ippona e la sua recezione storica; 2) l’etica e l’antropologia di Plotino; 3) la storia del concetto di filosofia tra antichità e medioevo. La sua monografia su Il concetto di filosofia nei primi scritti di Agostino (Roma 2001) ha ottenuto nel 2005 il Premio delle Pontificie Accademie. I Sermoni di Erfurt di sant'Agostino, da lui tradotti e commentati (Venezia 2012), hanno vinto nel 2013 il Premio Capri – San Michele d'onore.

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Il concetto di filosofia nei primi scritti di Agostino

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La monografia analizza tutte le occorrenze di termini appartenenti alla famiglia lessicale di 'philosophia' negli scritti di Agostino di Ippona anteriori alla sua ordinazione sacerdotale. Sulla base dei risultati ottenuti attraverso tale analisi, viene presa una posizione critica nei confronti delle tre principali teorie interpretative sinora sostenute in merito al significato di 'philosophia' nei primi scritti agostiniani. Le conclusioni del lavoro sono, rispettivamente, le seguenti: 1) non si può più accettare l'identificazione della "filosofia" nominata dal giovane Agostino con il neoplatonismo; 2) la "filosofia" per il primo Agostino non è neppure sinonimo di "cristianesimo"; 3) essa designa invece un amore della sapienza in cui tutta la vita della persona è consacrata alla ricerca della verità, e di fatto si concretizza nell'interpretazione razionale del contenuto della fede cristiana con l'aiuto della filosofia neoplatonica. In appendice al volume, sono elencate, classificate cronologicamente e visualizzate con grafici le occorrenze dei termini della famiglia di 'philosophia' in tutte le opere di Agostino. Completano il libro tre indici: bibliografico, dei luoghi e tematico.

L' idea di filosofia in Agostino

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Che cos'era la filosofia per Agostino? Come egli giudicava le scuole filosofiche antiche? A quale ideale teorico e pratico si ispirava la sua attività di pensatore? La risposta a queste domande, da cui dipende una migliore comprensione delle dottrine filosofiche dell'Ipponate e del loro ruolo nell'evoluzione del pensiero occidentale, non può prescindere dalla conoscenza dei dibattiti e dei risultati della moderna storiografia. La Guida riassume o segnala più di 500 studi pubblicati dai tempi dell'edizione Maurina fino al 1998. Dalla rassegna, condotta con taglio storico, emergono nodi problematici di rilevante interesse, quali il valore della "conversione", la nozione di "filosofia cristiana", il rapporto tra neoplatonismo e cristianesimo, il nesso fede-ragione e le trasformazioni del concetto di filosofia tra antichità e Medioevo.

Epékeina tês philosophías

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La monografia studia il giudizio di Plotino circa il valore etico della filosofia. I primi cinque capitoli hanno l'obiettivo di individuare il criterio generale di moralità di Plotino, attraverso l'esame della sua nozione di felicità, della sua concezione dell'uomo, della sua teoria delle virtù, della sua dottrina del Nous divino e della sua mistica. La conclusione dei primi cinque capitoli è che, secondo Plotino, in ultima analisi è moralmente buono tutto ciò che aiuta a pensare, mentre è moralmente cattivo tutto ciò che lo impedisce. I capitoli sesto e settimo studiano il concetto plotiniano di filosofia, mediante l'analisi delle occorrenze dei termini appartenenti alla famiglia lessicale di 'philosophía' e del trattato «Sulla dialettica». Il capitolo ottavo applica il criterio plotiniano di moralità all'idea plotiniana della filosofia, e giunge alla conclusione che secondo Plotino la filosofia è l'attività moralmente migliore che si possa compiere, ma deve essere alla fine anch'essa trascesa per consentire l'unione mistica con l'Uno. Il volume è corredato di un indice dei luoghi e di due indici dei nomi.

Agostino

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"A thirteen-year-old boy spending the summer at a Tuscan seaside resort feels displaced in his beautiful widowed mother's affections by her cocksure new companion and strays into the company of some local young toughs and their unsettling leader, a fleshy older boatman with six fingers on each hand. Initially repelled by their squalor and brutality, repeatedly humiliated for his well-bred frailty and above all for his ingenuousness in matters of women and sex, the boy nonetheless finds himself masochistically drawn back to the gang's rough games. And yet what he has learned is too much for him to assimilate; instead of the manly calm he had hoped for he is beset by guilty curiosity and an urgent desire to sever, at any cost, the thread of troubled sensuality that binds him to his mother still. Alberto Moravia's classic and yet still startling portrait of innocence lost was written in 1941 but rejected by Fascist censors and not published until 1944, when it became a best seller and secured the author the first literary prize of his career. Revived here in a sparkling new translation by Michael F. Moore, Agostino is poised to enthrall and astonish a twenty-first-century audience"--

Agostino, Contro gli Accademici

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Scritto da un Agostino trentaduenne all’indomani della conversione, il Contra Academicos è un dialogo filosofico in tre libri, basato sulle conversazioni realmente avvenute a Cassiciaco nell’autunno del 386. Il problema discusso nel I libro è il rapporto tra felicità e verità: per il giovane Licenzio all’uomo basta cercare la verità per essere felice; per il suo compagno Trigezio, al contrario, occorre trovarla. Nel II e nel III libro Agostino in persona discute con l’amico Alipio, il quale sostiene il punto di vista degli Accademici “nuovi”, cioè lo scetticismo di Arcesilao, Carneade e Filone di Larissa, appoggiato dallo stesso Cicerone. Secondo questi filosofi, l’uomo non può ottenere conoscenze certe nel campo della filosofia, perciò il sapiente deve trattenere il suo assenso e limitarsi a seguire, nella vita, il “probabile” o “verosimile”. Con una serie di argomentazioni, Agostino cerca di mostrare che, invece, la verità è conoscibile con certezza e che, senza la conoscenza del vero, il criterio della “probabilità”o “verosimiglianza” non riesce a tutelare l’agire umano dall’errore; suggerisce infine l’ipotesi che lo scetticismo accademico sia stato solo una mossa tattica per contrastare il materialismo stoico. Ne risulta un’appassionata esortazione a filosofare, un vero e proprio “protreptico” che Agostino indirizza al benefattore Romaniano e, tramite lui, a tutti i suoi lettori. Quest’edizione è curata da Giovanni Catapano (che per i “Testi a fronte” ha già tradotto, del medesimo autore, il De immortalitate animae e il De quantitate animae: Agostino, Sull’anima, Milano 2003) e intende fornire tutti gli strumenti per una lettura approfondita dell’opera: un’ampia e articolata introduzione, una traduzione chiara e affidabile, una gran quantità di note al testo, un elenco minuzioso di parole chiave e una bibliografia aggiornata. Il testo latino a fronte corregge e modifica in vari punti quello dell’edizione critica più recente, a cura di W.M. Green (contenuta nel vol. XXIX del Corpus Christianorum, series Latina, Turnhout 1970).

Sant'Agostino, Sermoni di Erfurt. Introduzione, traduzione e note. Testo latino a fronte

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Sono qui tradotti per la prima volta in lingua italiana i sei nuovi sermoni di sant’Agostino scoperti nel 2007 a Erfurt, in Germania, e noti perciò come i “sermoni agostiniani di Erfurt”. A fronte è pubblicato il testo latino secondo l’edizione critica curata da Isabella Schiller, Dorothea Weber e Clemens Weidmann. Il testo è accompagnato da corpose note esplicative e da un ricco apparato bibliografico. L’introduzione spiega come è avvenuta la sensazionale scoperta e quali sono le caratteristiche del manoscritto che ha conservato gli inediti. L’elemosina, il martirio, la risurrezione dei corpi: su questi temi essenziali della fede e della vita cristiana è possibile ora riascoltare, con accenti inediti, la voce sempre affascinante del grande vescovo di Ippona.

Agostino, La Trinità. Testo latino a fronte. Saggio introduttivo e note al testo latino di Giovanni Catapano. Traduzione, note e apparati di Beatrice Cillerai

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Il trattato sulla Trinità, in quindici libri, è una delle opere maggiori di sant’Agostino di Ippona (354-430) e un testo di primaria importanza nella storia del pensiero teologico e filosofico dell’Occidente. Frutto di un lunghissimo lavoro di riflessione e di rielaborazione, il De Trinitate si prefigge principalmente lo scopo di rendere ragione, nella misura del possibile e a partire sempre dal dato di fede, dell’unicità e identità sostanziale di Padre, Figlio e Spirito Santo, pur nella distinzione delle Persone. Il tema viene affrontato prima in relazione alle questioni poste dalle “missioni” del Figlio e dello Spirito Santo e dalle teofanie narrate nelle Scritture (libri I-IV), poi in riferimento al modo peculiare in cui si predicano i nomi delle Persone e gli attributi divini (libri V-VII). L’attenzione di Agostino si sposta quindi verso l’interiorità dell’uomo, dove fede e amore si intrecciano nella conoscenza di Dio (libro VIII) e dove soprattutto va ricercata e realizzata l’immagine della Trinità (libri IX-XV). La capacità che la mente umana ha di ricordare, comprendere e amare il suo Creatore viene alla fine individuata come lo specchio nel quale quaggiù è possibile vedere, ancora enigmaticamente, quel Dio che soltanto nella vita futura si potrà contemplare in maniera diretta. Questa edizione propone una nuova traduzione italiana del De Trinitate di Agostino, il più possibile chiara e fedele al testo latino, curato in edizione critica da W.J. Mountain e F. Glorie per il Corpus Christianorum (1968) e pubblicato a fronte nel presente volume. L’introduzione, le note e gli apparati mirano ad aiutare il lettore ad orientarsi all’interno di un pensiero arduo e complesso, che esplora le profondità vertiginose di Dio e dello spirito umano.

Plotino, Sulle virtù I 2 [19]

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Il trattato 19 di Plotino, mai commentato sistematicamente prima d'ora, deve la sua fortuna alla dottrina dei gradi di virtù, che rappresenta il principale contributo del neoplatonismo al pensiero morale: prudenza, fortezza, temperanza e giustizia possono essere possedute e praticate a livelli diversi, da quello inferiore della vita civile a quello superiore della contemplazione filosofica. Con questa semplice ma geniale distinzione gerarchica, Plotino risolveva l'apparente contraddizione in Platone tra la prospettiva politica della Repubblica e quella ascetica del Fedone, e preparava uno schema destinato ad avere un enorme successo nell'etica tardo-antica e medievale. Ma dal suo punto di vista l'assimilazione al divino mediante le virtù era solo un caso particolare di un problema metafisico cruciale: il rapporto tra gli oggetti empirici e le Forme ideali. La riflessione sulle virtù si basa così, implicitamente, sui fondamenti stessi della riformulazione plotiniana del platonismo, memore delle aporie del Parmenide e delle obiezioni di Aristotele. L'Introduzione mette in evidenza le implicazioni filosofiche generali di quello che sinora è stato ritenuto solo un influente trattatello di morale, invitando a rileggerlo con occhi nuovi.

Aurelio Agostino, Tutti i dialoghi

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Scritti tra il 386 e il 395, i Dialoghi sono il frutto principale dell'otium filosofico a cui Agostino si era dedicato subito dopo la conversione. Meno conosciuti dei grandi capolavori della maturità, essi in realtà basterebbero da soli ad assicurargli un posto di rilievo nella storia del pensiero occidentale. Agostino, che vi figura quasi sempre come protagonista, indaga e discute temi quali la conoscibilità della verità, l'essenza della vita felice, l'origine del male, la natura dell'anima e la funzione del linguaggio. Convinto che il dialogo fatto di domande e risposte sia il modo migliore di cercare la verità, egli guida interlocutori e lettori a scoprirla dentro di sé, dove essa risiede. Questo volume raccoglie, in traduzioni nuove o rifatte per l'occasione e con a fronte il testo latino delle più recenti edizioni critiche corretto in molti punti, tutti i Dialoghi agostiniani: da quelli di Cassiciaco, basati sulla registrazione di conversazioni realmente avvenute nella campagna milanese, a quelli di Roma e Tagaste, meno fedeli sul piano storico ma più incisivi su quello teoretico, passando attraverso i Soliloqui, originale dialogo tra Agostino e la Ragione, e il trattatello sull'immortalità dell'anima, che doveva servire a completarli. Ogni dialogo è preceduto da una Presentazione con lo schema, la descrizione dei personaggi, la cronologia e la notizia relativa nelle Ritrattazioni. Un'Introduzione generale illustra la genesi, il contenuto, le fonti e il significato complessivo della filosofia di queste nove opere, che hanno meritato ad Agostino il titolo di "Platone cristiano".